DICONO DI LUI > LA FILOSOFIA

“… comincio solo ora a fare il pittore, poi si vedrà!…”

La classicità metafisica di Palumbo ci fa dunque riflettere sulle ragioni stesse della nostra cultura così radicata nel Mediterraneo, nel rapporto fra il cielo il mare e la terra, fra il passato e il presente, fra la delusione e l’illusione, fra la follia e la ragione.
-V. Sgarbi-

Incontrando Ciro Palumbo è sempre un arricchirsi lo spirito, è volare con la fantasia, è sentirsi liberi dentro.
-Altomare-

Palumbo intende essere d'avanguardia facendo della pittura sul serio, cioè creando un suo diagramma di toni, che si fondono per armonizzare e cambiano per trascolorare. L'interpretazione di "ciò che esiste" diviene iperrealismo e quindi irrealtà e sogno.
-F. N. Ammenduni-

E così, in virtù di tali stimoli, Palumbo prende il coraggio a due mani per passare il Rubicone e approdare a quel “realismo fantastico” che gli consente di recuperare la fascinosa verità delle cose più semplici e più autentiche. Ironico e sibillino, fa dell’enigma l’icona costante della sua arte.
-V. Coppola-

| Chiudi finestra |